Anni ’30

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    Le migliori radio vintage da acquistare online: consigli e recensioni

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    La nostalgia che proviamo noi appassionati di vintage e retrò è difficile da descrivere, ma si acuisce quando ci capita di vedere alcuni oggetti dell’epoca in qualche mercatino dell’usato: le vecchie radio, ad esempio, sono uno degli articoli che amiamo di più. Le moderne piattaforme di streaming, come Spotify e YouTube, ci hanno infatti tolto parte delle emozioni che ci regalavano le vecchie radioline analogiche

    Ma nonostante ciò, è ancora possibile ascoltare della musica in radio grazie a dei modelli di produzione contemporanea che riproducono in maniera splendidamente efficace – quantomeno dal punto di vista estetico – non solo i suoni, ma anche quella sensazione unica che si provava a ruotare la manopola per sintonizzarsi sulla propria stazione preferita. Andiamo dunque a vedere quali sono le migliori radio vintage acquistabili online!

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    Gogdog Raido Mini Speaker Radio Vintage

    Il nostro viaggio nel mondo delle radio in stile vintage inizia da questo delizioso e minuto modello della Gogdog, venduto su Amazon e caratterizzato dalle sue dimensioni contenute: con i suoi appena cinque centimetri di altezza, infatti, la radiolina si può trasportare comodamente tenendola sul palmo d’una mano. Perfetta dunque non solo per la sua estetica squisitamente retrò, ma anche per l’estrema portabilità.

    Come tutte le radio di produzione attuale, anche questo mini dispositivo dispone di numerose funzioni che lo rendono una sorta di piccolo apparecchio multimediale: oltre alla radio FM, ci si può collegare tramite Bluetooth (e collegarci così il nostro smartphone) e dispone anche di un ingresso USB per la ricarica. La potenza in uscita è esigua – soli 5W – ma considerate le dimensioni è più che comprensibile.

     

     

    Retekess TR614 Radio portatile ad onde corte

    Se al giorno d’oggi possiamo considerarci letteralmente bombardati dalle notizie, fino a mezzo secolo fa era difficile farsi raggiungere in tempo reale dai media: a meno di non trovarsi in casa propria, magari davanti alla televisione, l’unico modo per conoscere le ultime novità – magari sportive – era attendere il giornale del giorno dopo… a meno di non possedere ed avere sempre con sé una delle tanto ambite radioline portatili!

    Grazie a questi dispositivi analogici, i nostri nonni potevano seguire i risultati delle partite nel corso delle tanto attese domeniche sportive… anche durante un tranquillo picnic con la famiglia. Questa radio vintage della Retekess ne simula fedelmente l’estetica, rappresentando un piccolo gioiellino imperdibile per gli amanti del vintage… e la presenza di un jack per le cuffie è una gradita aggiunta che ci permetterà di utilizzarla ovunque lo desideriamo.

     

     

    Denver DAB-18 – Radio analogica e digitale

    Se la descrizione del precedente articolo vi ha incuriositi e ne stavate già sondando il possibile acquisto, aspettate un attimo e continuate a leggere: questa radio vintage della Denver presenta le stesse caratteristiche della già citata Retekess ed in cambio di un prezzo leggermente superiore riesce ad offrire un prodotto ancor più completo e multimediale, grazie alla presenza del Bluetooth e alla possibilità di riprodurre file mp3.

    Anche in questo caso, comunque, il punto di forza risiede nel design: l’involucro che la avvolge, infatti, non è in plastica marrone bensì in vero legno laccato mentre il grande altoparlante che ne ricopre la facciata frontale simula in maniera davvero fedele i modelli delle radio degli anni ‘50. Dispone inoltre di una comoda funzione “sveglia” che vi consentirà di tenerla sul comodino della vostra camera: un piccolo ma delizioso oggetto d’arredo.

     

     

    Prunus Radio Portatile Vintage FM/AM con manopola

     

    Se negli anni ‘50 le radio erano caratterizzate dal tipico chassis in legno, a partire dal decennio successivo l’avvento della plastica ha cambiato completamente le carte in tavola. Questo modello della Prunus ci ricorda infatti, grazie al suo design vintage, le coloratissime radio degli anni ‘60, con le sue tonalità sgargianti e le forme morbide: una vera delizia per chiunque ami la particolare estetica di quel magico e indimenticabile decennio.

    Ma non è solo il design a rendere questa radio un piccolo gioiellino: la sua radio riesce a sintonizzarsi con notevole precisione (grazie alla scheda DSP contenuta al suo interno) ed il segnale, con l’aiuto dell’antenna di rame, risulta sempre stabile e cristallino. Grazie al peso contenuto e alle dimensioni ridotte, anche questa radio risulta perfetta per chiunque volesse portarla con sé in viaggio o per qualsiasi occasione all’aperto. Notevole! 

     

    Aooeou Radio Vintage Portatile Bluetooth

    Con l’ultimo modello di radio vintage della nostra rassegna torniamo indietro di qualche decennio e per la precisione alle già citate radio in legno dei primi anni del Novecento: chassis in legno, dunque, e grandi manopole analogiche per la sintonizzazione manuale. La sostanziale differenza rispetto alle vere radio d’epoca, oltre alla componentistica interna, risiede però nelle dimensioni: questo dispositivo della Aooeou è davvero mignon!

    Sì, è così compatta che si può regge sul palmo di una mano, ed assomiglia sostanzialmente ad un cubetto in legno con le facciate da 7 centimetri. Nonostante le apparenze, però, il suono che l’apparecchio riesce ad emanare è decisamente forte e nitido, e grazie alla connessione Bluetooth possiamo utilizzarlo come altoparlante per qualsiasi altro dispositivo tecnologico. Un piccolo (in tutti i sensi) capolavoro di tecnologia radiofonica!

     

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    I migliori giocattoli in legno vintage per divertirsi come una volta

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    Quando parliamo di vintage e dei bei tempi andati, non possiamo fare a meno – soprattutto i più vecchi, ammettiamolo – di ricordare con una certa malinconia l’ingenuità dei giocattoli con cui ci divertivamo da piccoli. Chi è nato negli anni ‘80 sarà probabilmente cresciuto con i giochi in plastica, che ancora oggi esercitano il loro indubbio fascino; ma non c’è nulla di meglio dei giocattoli in legno con i quali si dilettavano i nostri nonni!

    Sì, perchè prima delle action figures odierne e dell’esplosione del fenomeno dei videogiochi, i bambini più fortunati si potevano divertire con dei giocattoli in legno che si possono ancora considerare dei piccoli capolavori di artigianato. Trovarne di originali dell’epoca è davvero ardua impresa al giorno d’oggi… tuttavia, è possibile acquistarne delle copie moderne che ne conservano in qualche modo il fascino. Scopriamo quali.

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    Cucina giocattolo in legno per bambini

    Uno dei maggiori stimoli per la crescita di un bambino, come ben sappiamo, consiste nell’imitare per gioco le attività quotidiane degli adulti: per questo, da sempre, le cucine giocattolo sono una presenza immancabile nell’infanzia di molti. L’azienda olandese KidKraft è da oltre 50 anni una specialista in questo campo ed offre ai suoi clienti la possibilità di acquistare delle splendide cucine giocattolo, realizzate con incredibile cura.

    Questo modello ad esempio è un vero gioiellino, alto 90 centimetri e munito di forno, frigorifero e di tutti gli elettrodomestici che utilizziamo quotidianamente, ovviamente sotto forma di innocuo e divertente giocattolo… tutto ovviamente realizzato in legno! Ma anche pentole, posate e molto altro: i bambini si divertiranno da pazzi. Ai genitori, invece, possiamo garantire che il montaggio e l’installazione sono davvero semplici e intuitivi.

    Carillon rotante con cavalli

    Il concetto di “carillon” rimanda come poche altre cose al concetto di giocattolo vintage. Questo affascinante strumento nasce infatti nell’Europa degli ultimi anni del ‘700, grazie all’arte dei costruttori di orologi svizzeri. Il suo nome significa letteralmente “scatola musicale” e nel corso degli ultimi secoli è stato prima un vezzo da aristocratici ed in seguito un giocattolo amato da milioni di bambini in tutto il mondo.

    Questo carillon con cavalli è costruito interamente in legno e rispecchia piuttosto fedelmente le opere degli artigiani dei primi anni del Novecento: ruotandone la parte superiore per un paio di giri è possibile azionare il meccanismo, facendone partire il movimento e la graziosa musichetta (tratta dal celebre film di animazione Laputa di Hayao Miyazaki). Un giocattolo, sì, ma allo stesso tempo una bellissima idea regalo per le persone che amate.

    Dondolo giocattolo a forma di asino

    Un altro dei giocattoli più classici dell’infanzia, sia dei nostri nonni che dei nostri (futuri?) figli, è senza dubbio il cavallo a dondolo. Per avere un’idea di quanto sia antico questo gioco, basti pensare che la storia ne ha individuato il primo modello mai costruito addirittura nei primi anni del 1600: si tratta di un cavallo a dondolo in legno attualmente conservato in un museo di Londra. Possiamo dunque esimerci dal possederne uno anche noi?

    La risposta è ovviamente no: proprio per questo vi consigliamo questo piccolo asinello a dondolo della HomCom, realizzato in legno e con un morbido corpo di peluche: vi garantiamo che farà impazzire sia grandi che piccini! Questi ultimi lo potranno anche cavalcare (l’età consigliata per l’uso è dai 18 ai 26 mesi) e farlo ragliare stringendogli le orecchie: le risate e il divertimento sono assicurati.

    Casa delle Bambole

    Anche la casa delle bambole è uno dei giochi tradizionali e storici per eccellenza. L’origine di questo antico hobby è remota: si parla addirittura della Germania del XVI secolo e per la precisione della città di Norimberga, ancora oggi considerata la capitale mondiale delle case delle bambole e del “miniaturismo” in generale. Come spesso accade, anche in questo caso si trattava di un vezzo per nobili e borghesi, salvo poi diventare una passione universale.

    Questa casa delle bambole, prodotta e distribuita dalla Bakaji, non riesce a simulare la perfezione degli artigiani tedeschi del 1600… ma di certo si afferma come un gran bel prodotto, di grandi dimensioni (ben 118 centimetri di altezza) e realizzato quasi interamente in legno: osservarne i dettagli è davvero un piacere, e non abbiamo dubbi che all’interno di una cameretta possa fare una splendida figura. Deliziosa!

    Toilette da trucco con specchio

    Come abbiamo detto in apertura, uno dei giochi più formativi per i nostri bambini consiste proprio nell’imitazione delle attività quotidiane degli adulti. Per le bambine, ad esempio, uno dei giochi senza tempo consiste nell’osservare e imitare la mamma mentre si trucca. E grazie a questa graziosa toilette “Green Series” munita di specchio e ricca di accessori, ogni bambina potrà divertirsi e sentirsi adulta almeno per un po’.

    Il prodotto è di dimensioni compatte ma c’è molto spazio per appoggiare diversi oggetti sul ripiano; è inoltre incluso nella confezione uno stabile sgabello in legno. Non preoccupatevi poi per lo specchio: non è in vetro bensì in plexiglass dai bordi arrotondati… nessun rischio, dunque! I tre cassetti e i numerosi accessori disponibili (un profumo, un pettine, uno smalto e così via) completano un pacchetto davvero completo. Buon divertimento!

    Borse vintage: consigli all’acquisto

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    Quando si tratta di shopping, molte persone cercano di capire quale prodotto sia contemporaneo e quale sia vintage. Questa confusione sicuramente ti sarà passata nelle testa anche a te, ma molti esperti vintage considerano qualsiasi oggetto che ha più di trent’anni come un classico “vintage“.

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    Attualmente, molte donne in tutto il mondo appassionate alla moda degli anni 40 desiderano avere una borsa vintage firmata. Queste borse firmate autentiche e senza tempo sono super sofisticate e ben note tra gli amanti degli oggetti vintage.
    Le borse vintage moderne ( vedi borsa ) disponibili sul mercato e su Internet oggi non possono essere paragonate a quelle vintage classiche poiché le borse a mano non esistono più come una volta. Così, sempre più donne si rivolgono alle borse vintage classiche .

    Triste a dirsi, ma questi prodotti sono spesso molto ricercati e hanno un prezzo enorme, quindi la stragrande maggioranza delle donne è ora alla ricerca di borse firmate classiche usate che siano molto più affidabili e convenienti. Di seguito sono riportati alcuni aspetti importanti da considerare quando si acquistano borse vintage.

     

    Ricerca la tua borsa vintage

    Uno dei migliori consigli è fare ricerche adeguate e guardarsi intorno prima di acquistare una borsa classica vintage. Questo ti aiuterà a farti un’idea esattamente dello stile di borsa che desideri e ti dà una buona possibilità di vedere i diversi tipi di borse moderne e classiche che sono disponibili e quali sono i loro prezzi.

    Quando acquisti, dovresti usare il tuo buon senso e la tua fiducia. Se ti imbatti in una borsa vintage che è sottovalutata rispetto a borse a mano simili altrove, c’è un’estrema probabilità che sia falsa. Quando ti imbatti in una borsa vintage che ha un prezzo costante, dovresti comunque pensare e scavare più a fondo solo per assicurarti che la borsa che stai per acquistare sia veramente autentica.

    Conosci tutti i dettagli prima di acquistare

    Prima di prendere una decisione definitiva, devi scoprire tutto ciò che puoi sulla borsa vintage. Devi sapere se viene fornito con la scatola e un sacchetto per la polvere. Il venditore dovrebbe essere in grado di fornirti un certificato di autenticità.

    Ogni negozio includerà immagini di borse, ma potrebbero non essere esattamente ciò di cui hai effettivamente bisogno, quindi chiedi alcune immagini aggiuntive. Ad esempio, quando sei sul mercato, devi assicurarti che tutto sia perfetto per la borsa vintage che stai per acquistare.

    Aspettatevi una leggera usura nella vostra borsa vintage

    Poiché stai acquistando una borsa vintage, dovresti aspettarti che la borsa che stai per acquistare mostri un piccoli segni di usura. Ovviamente, non dovresti comprare nulla con strappi, crepe nella pelle o una borsa con la copertina strappata.

    A meno che tu non stia acquistando online, ispeziona molto attentamente la borsa vintage prima dell’acquisto. In definitiva, però, sii molto realistico con i tuoi desideri e aspettative quando decidi di fare acquisti in un negozio di articoli di lusso e borse. Mentre i reperti “buoni come nuovi di zecca” sono molto possibili, molti reperti vintage probabilmente mostreranno una certa età.

    È necessario informarsi sulle politiche di restituzione

    Come per qualsiasi acquisto di prodotti, è una buona idea conoscere in anticipo la politica di restituzione di un rivenditore o di un venditore. Dato che l’acquisto di una borsa vintage classica di lusso è un ottimo investimento in sé, è necessario assicurarsi se sarà possibile restituirla prima di acquistare. La maggior parte dei negozi di articoli di lusso e di borse hanno un tipo di politica di “vendita finale”, ma alcuni negozi di borse a mano offrono una politica di restituzione di 30 giorni.

    Cosa cercare quando si acquista una borsa vintage

    Borse in pelle classiche e vintage sono offerte in pelle liscia o con un tipo di lavorazione di agnello e pelle di caviale. La pelle di agnello è estremamente morbida ed elastica, mentre il caviale ha una consistenza ed è migliore per nascondere i graffi. È bello sapere quale borsa in pelle dovresti acquistare – Finché un prodotto ha un prezzo corretto, non esitare a comprare una borsa vintage che richiede un po ‘di TLC.
    Se la vecchia pelle ha bisogno di un po ‘di pulizia, la sua catena ha bisogno di essere lucidata o la fodera ha bisogno di essere riparata, puoi risparmiare qualche soldo quando acquisti una borsa vintage scegliendo quella non così perfetta. Una volta per i chirurghi della pelle, la tua borsa vintage può essere riparata quasi alla perfezione.

    Cucitura

    È necessario verificare la presenza di una cucitura lineare e pulita  quando si acquista una borsa. Inoltre, tutte le cuciture delle borse vintage dovrebbero allinearsi e incontrarsi dove il lembo si ripiega davanti alla borsa classica. Se la borsa vintage è dotata di una piccola tasca sul retro, anche le cuciture della borsa dovrebbero essere allineate qui. Se le cuciture sono in qualche modo storte e non si allineano, molto probabilmente stai guardando una finta borsa vintage.

    Pensieri finali

    Per stabilire il vero valore di una borsa vintage usata, cerca di ottenere quanto costa inizialmente la borsa classica. Avendolo come punto di riferimento per l’acquisto, sarai in grado di farti un’idea del valore a cui stai comprando la tua borsa vintage. Mentre le borse classiche firmate usate sono più convenienti e affidabili rispetto all’acquisto di un nuovo classico, potrebbero comunque essere circa dal cinquanta al settanta percento del prezzo originale.

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    Scarpiere vintage e shabby: tutti i consigli per ordinare le scarpe con stile

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    Chi ama lo stile vintage, come noi, avrà senza dubbio un armadio ricco di capi d’epoca o dall’irresistibile effetto retrò. Quando si parla di look, poi, è impossibile non citare le scarpe: per molti si tratta addirittura della prima cosa a cui pensare nel momento in cui si deve studiare il proprio outfit. Per questo molti appassionati ne possiedono veramente a decine, tanto da non sapere più dove metterle!

    Per questo la scarpiera è un accessorio fondamentale, che non può mancare nelle nostre case. Che sia ad ante, angolare o sotto forma di panca con seduta, poco cambia: l’importante è che possa contenere quante più scarpe possibile… e che faccia la sua bella figura nel contesto del nostro arredo. Ed è proprio di questo che parleremo nelle righe a venire, cercando di aiutarvi a scegliere la miglior scarpiera vintage in commercio.

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    Scarpiera shabby colore bianco

    Lo stile shabby chic è ormai da anni sulla bocca di tutti, anche se in pochi sembrano sapere cosa sia davvero. Il concetto è in realtà molto semplice: questo stile prevede un design d’interni basato su dei mobili e degli accessori dall’aspetto invecchiato; poco conta se questo effetto è autentico o se è stato ottenuto artificialmente… e questo mobile shabby chic rispecchia perfettamente i dettami dello stile in questione.

    Questa scarpiera, infatti, non è solo funzionale per contenere le nostre scarpe vintage ma ha anche un ottimo impatto estetico, grazie alle sue eleganti rifiniture. Inoltre i materiali di costruzione sono decisamente resistenti (si tratta di pannelli in MDF rivestiti con una vernice che non risente dell’umidità), risultando in un rapporto fra qualità e prezzo davvero di prim’ordine: un ottimo prodotto sotto ogni punto di vista.

     

    Panca scarpiera ingresso

    Se cercate una soluzione comoda per non dovervi più appoggiare al muro per mettervi le scarpe prima di uscire da casa, allora questa piccola scarpiera è esattamente quello che fa per voi! Realizzata completamente in legno truciolato, la sua struttura è in grado di reggere fino a 150 kg e sulla sua sommità è presente un comodo e morbido cuscino alto ben quattro centimetri. Davvero un oggetto di straordinaria praticità e comodità!

    Nei suoi scomparti orizzontali è possibile disporre sei paia di scarpe, e se avete anche degli stivali non c’è problema: è presente uno spazio verticale che potrete dedicare proprio a loro. La semplicità dell’assemblaggio è solo la ciliegina sulla torta: non appena avrete aperto la confezione, grazie alle semplici istruzioni sarete in grado di comporre facilmente il mobile… e vi saranno sufficienti pochi minuti per ottenere la vostra graziosa scarpiera con seduta.

    Scarpiera in legno massello

    Ci sono poche cose più vintage di una scarpiera in legno massello, proprio come quelle che usavano i nostri nonni! Questo articolo è davvero uno splendido omaggio a quel tipo di mobile, robusto, massiccio e semplicemente bello da vedere. Come da tradizione, anche questa scarpiera funge idealmente da panca per potersi sedere e per permettere di indossare le scarpe che si sono appena tirate fuori dall’apposito scomparto interno.

    Nonostante l’aspetto massiccio, le dimensioni della scarpiera sono in realtà piuttosto compatte: la lunghezza non supera gli 85 centimetri, mentre altezza e profondità si attestano sui 40 centimetri. Perfetta dunque per essere posizionata in prossimità della porta d’ingresso. La vernice lucida e l’aspetto laccato del mobile contribuiscono inoltre a mettere in risalto un gradevole effetto anticato, in piena linea con lo stile shabby.

    Appendiabiti con scarpiera

    Se una piccola scarpiera all’ingresso di casa non vi basta, probabilmente questa soluzione ideata dalla Vasagle è la soluzione che fa per voi: oltre allo scomparto per le vostre calzature, infatti, questo elegante mobile dispone anche di un appendiabiti perfetto per sostenere il vostro cappotto dopo una dura giornata di lavoro! Nella parte superiore sono presenti ben nove ganci, così da potervi appendere i soprabiti di tutta la famiglia.

    Nella parte inferiore, invece, troviamo due ampi scomparti orizzontali per depositare le scarpe. Grazie ai piedini regolabili, questo mobile può essere posizionato anche su dei pavimenti leggermente irregolari; è inoltre presente un dispositivo anti-ribaltamento che impedirà alla struttura di rovinare a terra. Il suo gradevole aspetto vintage lo rende perfetto per una casa arredata in stile retrò: provare per credere!

    Scarpiera salvaspazio

    Non avete spazio a sufficienza per una scarpiera con seduta? Nessun problema: esistono delle apposite scarpiere salvaspazio dalle dimensioni contenute che sembrano fatte apposta per venire incontro a questo genere di problemi. Questo modello della Movian, ad esempio, ha una profondità di soli 25 centimetri e grazie alle sue tre ampie ante ribaltabili – la larghezza è di 75 centimetri – occupa davvero poco spazio.

    La sua finitura in melammina nera, opaca e minimalista, non riesce a togliergli un certo fascino vintage: questo grazie alla decorazione sulla facciata frontale, che simula il legno rovinato tipico dei bancali e dei magazzini, questa scarpiera – oltre a contenere almeno una ventina di paia di scarpe in uno spazio ristretto – si adatta perfettamente a qualsiasi tipo di arredo. 

    camicia uomo anni 30

    Camicie uomo anni trenta

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    Oggi vorrei parlarti della storia della camicia da uomo anni trenta, partire dalla sua origine e arrivare al  modello tanto amato da noi appassionati di retrò. Ci saranno degli ottimi consigli anche per gli amanti delle danze swing, consigli su come vestirsi ad una serata di lindy hop.

    A inizio ‘800 il raffinato dandy Beau Brummel riuscì a seppellire la moda delle corti settecentesche,
    tutta parrucconi incipriati e colori sgargianti, per dare vita al sobrio stile british. Il concetto iniziale
    di Brummel si può riassumere in “si è eleganti in quanto invisibili” (il contrasto dei colori sobri con
    i colori sgargianti dell’epoca). Negli anni della rivoluzione industriale l’uomo si dedicò
    maggiormente al mito del progresso, del denaro e del successo, abbandonando una cosa ritenuta
    poco importante come la moda, lasciandola alla donna e adottando lo stile del minimalismo con
    colori virili come il blu e il nero. Con questa rivoluzione l’uomo cominciò ad aver maggior e più
    frequente igiene personale e nacque dunque in relazione a ciò la moda di cambiarsi la camicia tutti i
    giorni. Il modo di vestire del dandy creò lo stile maschile che rimase, con le dovute modifiche del
    corso del tempo, fino agli anni ‘50 e anni ’60.

    Le origini della camicia

    La camicia è la diretta figlia della tunica la quale veniva utilizzata in epoca romana e nel corso dei
    secoli ha avuto significativi cambiamenti che l’hanno portata ad essere ciò che è per noi oggi.
    Inizialmente era, appunto, una tunica lunga, morbida alle due estremità e tenuta stretta in vita con
    una fascia. In seguito iniziò ad accorciarsi sempre più arrivando fino a più di metà coscia, finché
    non si arrivò all’inizio della Prima Guerra Mondiale e alla crisi del ‘29 in cui vennero meno i
    materiali. Ci fu quindi il razionamento delle stoffe e proprio in questo periodo nacque la camicia
    che tutti noi conosciamo, nonostante nel tempo abbia ricevuto piccole modifiche. Inoltre in questi
    anni era in voga il semplice cambio del colletto e dei polsini delle camicie, in questo caso gli
    uomini potevano risparmiare e sembrava avessero sempre una camicia pulita o nuova.

    Lo stile maschile anni 30

    Per questo motivo fino alla seconda metà del 1900 lo stile maschile venne considerato relativamente
    poco, ma nonostante ciò gli uomini ci tenevano a mostrarsi con abiti eleganti dal taglio morbido,
    accompagnati da camicie, solitamente realizzate in tessuti come il batista, una stoffa molto fine,
    trasparente e leggera realizzata in lino. Molto di moda ed ereditate dagli anni ‘20 sono le camicie
    button down, caratterizzate da un colletto con punte morbide e tenute in posizione da due bottoni
    sulla parte frontale in modo tale da tenere il colletto, evitandone l’arricciatura. Spesso questo tipo di
    camicia veniva accompagnato da stecche o tendicollo (un dispositivo per mantenere la giusta
    curvatura della camicia). Le maniche, invece, rimasero col taglio classico, ossia con i polsi doppi da
    gemelli. Al nuovo stile di camicie venne abbinata la cravatta, generalmente scura, portata con un
    nodo molto stretto.

    Vedi gemelli e fermacravatta

    I tessuti anni 30

    L’innovazione dei tessuti delle camicie si espanse ed oltre ad essere prodotte con il batista, vennero
    realizzate anche con altre stoffe pregiate molto resistenti, ma allo stesso tempo leggere come la seta,
    il popeline(in origine, nel XVI secolo, destinato esclusivamente al Papa), il lino, il filo di Scozia o
    la flanella. Durante la produzione di queste camicie era solito tingere i capi con diversi pigmenti, tra
    i più comuni vi erano il panna, il grigio, l’azzurro e il cachi; a riscontro di ciò si introdusse
    l’abitudine per gli uomini di indossare, durante il giorno camicie caratterizzate da colori tenui,
    mentre per la sera rigorosamente bianche.

     

    Dress code anni 30

    Per le serate d’occasione venivano indossate, sopra il dress code della camicia bianca, sobrie
    giacche doppio petto o smoking jacket. Fu proprio agli esordi degli anni Trenta che il Duca di
    Windsor, Edoardo VIII, ricordato anche per il suo stile personale, inventò il color midnight blue
    (blu notte), un blu che alla luce appariva più scuro del nero. Questo colore veniva indossato dal
    Duca ed in seguito da molti altri uomini che adottarono nello smoking jacket tale pigmento. Questa
    tipologia di smoking era caratterizzato dalla giacca corta da fumo, dove il collo ed i polsini erano
    fatti di velluto per assorbire solo in quei punti l’odore del tabacco e della nicotina, proteggendo
    dunque il resto dei vestiti.

    Negli anni ‘30 comunque, oltre all’estrema eleganza delle camicie indossate dagli uomini iniziò a
    prender piede anche la maglia bianca stile polo dei tennisti, che venne inventata nel 1933 dal
    tennista francese Renè Lacoste, il quale la mise sul mercato, con l’aggiunta di un piccolo
    coccodrillo, che venne apprezzato anche fuori dal campi da tennis ( Vedi Polo Lacoste ).
    Nonostante l’età, la classe sociale e le differenti culture, gli uomini negli anni Trenta erano tutti
    accomunati da un indumento che ha caratterizzato l’uomo dall’epoca dei romani ad oggi, e che
    spesso, in base al modo in cui veniva indossata, rappresentava la persona: questo indumento è per
    l’appunto, la camicia.

    Le flappers: i costumi e la storia delle prime donne ribelli

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    Gli anni ’20 sono ricordati come the roaring twenties degli Stati Uniti, les années folles della
    Parigi del primo dopo guerra o goldene zwanziger nella Germania della ricostruzione. È in
    questa singolare epoca delle rivoluzioni tecnologiche, economiche e sociali, che le flappers
    hanno avuto origine, cambiando per sempre il modo di vivere delle donne, fino ai giorni
    nostri.
    In questo articolo focalizziamo la nostra prospettiva sulle prime donne ribelli della storia
    contemporanea e il loro contributo determinante sull’emancipazione femminile. Torneremo
    indietro, all’epoca del Jazz e dei grammofoni, respireremo le atmosfere dello swing, e del
    Charleston solo.
    Alziamo le gonne e iniziamo a muovere le gambe!

    Chi sono le flappers: origini del nome

    Il nome flapper deriva dallo slang anglosassone, più precisamente dal termine flap, che in
    inglese significa sbattere.
    Questo verbo è solitamente accostato agli uccellini che imparano a volare e, quindi, sbattono
    le ali per darsi lo slancio. Pare che nella prima metà del 1600, con flapper ;intendesse
    indicare le giovani prostitute, agli inizi della professione.
    Con il tempo, il termine è entrato a far parte del vocabolario inglese, per indicare le giovani
    ragazze, appena divenute donne. Più avanti designò le ragazze trasgressive e irrequiete; fino
    ad essere il termine di riferimento per indicare le giovani degli anni 20; del 900.
    Già, l’appellativo ci indica le caratteristiche principali di queste giovani ribelli, che non
    avevano voluto uniformarsi alla vecchia società perbenista, dove le donne non avevano ruolo,
    ne padronanza di se stesse.
    Ma prima di entrare nel merito della moda, dei costumi e dello stile di vita delle flappers,
    cerchiamo di capire qual era il contesto in cui si è sviluppata questa nuova percezione della
    femminilità.

    Fascia Anni 20 Gatsby Flapper

     

    Il contesto epocale e gli anni d’oro della rivoluzione femminile

    Il primo ventennio del Novecento è stato uno dei periodi storici più movimentati in epoca
    contemporanea: il periodo delle conquiste tecnologiche, dello sviluppo delle industrie, del
    boom economico, e del cinema.
    È stato anche il periodo del primo dopoguerra, dove in Europa era in corso la ricostruzione,
    nella quale gli Stati Uniti avevano un ruolo centrale. Per questo motivo usi e costumi europei
    e mode made in USA hanno iniziato a mescolarsi più rapidamente, dando il via ad un
    processo di contaminazione, poi esploso nel secondo dopo guerra.

    Negli anni della grande guerra molte donne europee avevano dovuto lavorare, sperimentando
    l’indipendenza dalla supremazia maschile. In America, intanto esplodeva il Jazz; e lo swing
    cominciava a riempire i locali notturni con i sui ritmi veloci e il tempo sincopato.
    È in tutta questa rivoluzione sociale e di costume che nascono le prime flappers.

    I costumi e la moda delle flappers: tra Charleston e gonne corte

    Ma quindi chi erano le flappers? E perché sono state un tassello importante per
    l’emancipazione femminile?
    Le flappers sono state le prime donne del Novecento a rinunciare ai capelli lunghi e raccolti,
    hanno inaugurato la libertà di movimento liberandosi del corsetto, e hanno esposto le caviglie
    all’occhio pubblico.
    Si tratta, quindi di una moda generazionale, che nel tempo si radicò anche nelle donne più
    grandi. Solo dopo la depressione americana del 1929, il fenomeno andò a spegnersi.

    Gonne alle caviglie e abiti sensuali a vita bassa

    L’abbigliamento della flapper nasce proprio dall’esigenza di agevolare il movimento delle
    donne lavoratrici, le quali avevano sostituito i mariti in guerra.
    Con l’avvento delle danze swing in America e la nascita di figure rappresentative, come la
    stilista francese Coco Chanel, le gonne alle caviglie e la vita bassa diventano fondamentali
    nell’abbigliamento femminile. Fu Coco Chanel una delle prime donne a lanciare il taglio alla
    maschietta, i capelli cortissimi delle flappers.
    La nuova moda permetteva alla donna di mostrare la propria sensualità in maniera libera. La
    maggior parte delle giovani ribelli fumava; tutte le flappers ascoltavano la musica jazz,
    collezionavano dischi e ballavano Charleston sole.

    La musica swing e il Charleston

    Il Jazz e il Charleston sono parte integrante della cultura americana e ( in seguito europea)
    dell’epoca. Le calde atmosfere dei locali fumosi e il ritmo del Charleston scandivano le serate
    delle giovani.
    Nessuna studentessa dell’epoca rinunciava ai grammofoni, al cinema e meno ancora ai night,
    dove potevano ballare e scatenarsi senza la necessità di un compagno.
    Se da un lato il bisogno di avere vestiti più comodi favoriva le giovani ballerine, la danza
    Charleston richiedeva una libertà completa del movimento.
    La vita degli abiti iniziò ad abbassarsi, qualcuna iniziò a portare i primi pantaloni a taglio
    maschile (Coco Chanel e l’attrice Clara Bow), le ragazze si scatenavano a ritmi sempre più
    folli: lanciavano le gambe in aria e si muovevano convulsamente.

    Dalla realtà alla fiction: attrici come icone e le origini di Batty Boop

    Nella sua storia, la società contemporanea è sempre stata fortemente influenzata dalle icone
    dello spettacolo; anche gli anni ’20 avevano le loro muse.
    Le attrici che hanno rafforzato maggiormente l’immagine della flapper sono state molte. Fra
    le più note ci sono:
    Helen Kane
    Clara Bow
    Louse Brooks
    Joan Crawford
    Evelyn Brent

    Ma anche le artiste afro : Esther Jones (Baby Esther) e la danzatrice Josephine Baker.
    Oltre al cinema, anche il mondo dei cartoni animati ha contribuito fortemente ad affermare la
    flapper come icona femminile dell’epoca.
    Figure come l’attrice statunitense Helen Kane e la cantante Baby Esther hanno ispirato uno
    dei cartoni più famosi degli anni ’30 ancora molto noto ai giorni nostri: Batty Boop.
    Pare infatti che il celebre cartoon sia stato ispirato dalle movenze di Helen Kane, la quale,
    poi, doppierà il cartone, ma anche dai tratti di Baby Esther, dalla quale trarrà gli abiti succinti.
    Il cartoon Batty Boop è una dedica ai ruggenti anni venti e all’indimenticabile mondo delle
    flappers.
    Se ci venisse voglia di chiederci, perché negli anni quaranta molte ragazze fumavano o
    perché negli anni cinquanta le pin-up portavano vestiti sopra al ginocchio e scoprivano
    l’ombelico, possiamo cercare la risposta in un evoluzione femminile che è cominciata proprio
    con le flappers.

    Fermaglio per capelli Flappers anni ’20